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La contea di Sedilo

Santa Croce

Nel periodo giudicale la villa di Sedilo apparteneva all’incontrada di Canales, territorio della curatoria di Parte Ocier, insieme alle ville di Boroneddu, Soddì, Zuri, Tadasuni, Norbello, Domusnovas Canales e tante altre che nel corso dei secoli si spopolarono a causa di diverse vicissitudini storiche. Nel 1455 la villa fu acquistata da Salvatore Cubello, il quale divenuto marchese di Oristano, la unì al territorio del marchesato. Nel 1477, a causa del tradimento perpetrato dal nuovo marchese di Oristano Leonardo Alagon, Sedilo, insieme agli altri possedimenti del marchese, fu confiscata e concesso in feudo a Galcerando Requesens, conte di Trivento (1485). In seguito alla morte senza eredi del feudatario, l’incontrada di Canales fu concessa alla famiglia Cardona che nel 1537 la vendette a Nicolò Torresani e Pietro Mora. Nel 1558 i Mora cedettero la loro parte ai Torresani che la unirono al feudo di Parte Barigadu Jossu. Nel 1566 Gerolamo Torresani ottenne il titolo di conte di Sedilo. Tramite matrimonio, la contea di Sedilo passò nel 1599 ai Cervellon, i quali si estinsero nel 1681 con la morte di Gerolamo. Fu allora che si aprì una lunga lite tra la sorella Isabella, sposata con il marchese d’Albis, nominata erede universale, Guglielmo Cervellon, figlio del loro prozio Bernardino Mattia, e il Fisco, che sequestrò il feudo perché lo considerava devoluto. Solo l’accordo del 1715, confermato dai Savoia nel 1723, riuscì a porre fine alla lunga lite. Nel 1725, dopo la morte di Bernardino Antonio, erede di Guglielmo Cervellon, il feudo tornò al Fisco regio, malgrado l’opposizione dei parenti più stretti.
Nel 1737, il fisco vendette il feudo con il titolo di marchese al canonico Francesco Solinas, il quale lo cedette al nipote Giovanni Maria Solinas, morto senza figli nel 1780. Il marchesato fu consegnato a Salvatore Delitala, il quale dovette lottare in tribunale contro i nipoti Michele e Maria Rosalia Delitala, e i fratelli Sussarello. La causa si risolse solo nel 1819 in favore del figlio Gerolamo che ne fu investito nel 1724. Il feudo fu riscattato al figlio di Gerolamo, Salvatore, nel 1839.