I Feudi di Titulos
Cuglieri, Laconi, Mandas, Orani, Sanluri, Sedilo e Villasor erano, nel periodo medioevale e moderno, alcuni tra i più importanti centri feudali della Sardegna. Le loro vicende si intrecciano con i due momenti fondamentali del feudalesimo sardo: il primo sistema feudale, iniziato nel 1323 con la conquista catalano aragonese dell’isola e il secondo sistema diffusosi nel corso dei secoli XV e XVII. Il primo sistema si ispirava al modello già collaudato in Catalogna che consentiva un adeguato sfruttamento delle risorse della terra ed un controllo capillare del territorio. La forma di concessione adottata era quella "mos italiae", un diritto di usufrutto accordato a titolo oneroso dal sovrano ad un suo fedele su un determinato territorio o villa su cui continuava a mantenere il diritto di controllo politico e giurisdizionale (dominium eminens), mentre al feudatario, obbligato a servire il re con cavalli armati o a corrispondere censi differenti, era riservato il potere di imporre ed esigere tributi, servizi e prestazioni d’opera (dominium utile). Nel corso del Quattrocento il primo sistema feudale subì modifiche radicali: tra 1420 e 1440 i feudatari ottennero il riconoscimento dei poteri di primo grado sia nel civile che nel criminale, il godimento della piena proprietà sui feudi attraverso il sistema dell’allodiazione e l’esenzione dalle prestazioni feudali. Con il passaggio al nuovo sistema solo i Carroz di Mandas e gli Zatrillas del Montiferru riuscirono a mantenere il possesso dei loro feudi, mentre i signori di Laconi, Sanluri, Orani, Sedilo e Villasor scomparvero dalla scena politica. Nel XVI secolo, quando l’istituto feudale si perfezionò e si stabilizzò rispetto alle concessioni territoriali e all’organizzazione amministrativa e giurisdizionale, i vecchi e nuovi feudatari riuscirono ad ottenere i titoli più prestigiosi della gerarchia, come testimoniano il titolo comitale concesso ai signori di Villasor, Laconi, Sedilo e Cuglieri e quello marchionale accordato, oltre che ai signori di Villasor, anche a quelli di Terranova. Nel corso del Seicento assursero alla dignità marchionale anche i signori di Laconi e Orani, mentre i signori di Mandas ottennero il titolo ducale. I territori controllati da questi grandi signori erano organizzati in un sistema chiuso che vedeva al vertice il regidor o procurador general, rappresentante del feudatario, dotato di ampi poteri amministrativi e giurisdizionali, da cui dipendevano una serie di ufficiali minori preposti al controllo del territorio, al pagamento dei tributi e alla garanzia della sicurezza. Il regidor presiedeva la Curia Major, il tribunale di seconda istanza che aveva sede nel capoluogo del feudo; nelle ville dei partidos o curatorie erano invece presenti i tribunali di prima istanza (curie minores). I vassalli erano tenuti al pagamento di tributi e prestazioni di varia natura tra cui spiccano il "feu", il "llaor de corte", lo sbarbagio, il vino di fondo, i diritti di caccia e di pesca, il "deghino", il diritto di stoppie, il diritto di legna, la "mezza portadia", il diritto di gallina, la roadia. Ogni circoscrizione feudale vantava, poi, proprie tasse come quella imposta dai visconti di Sanluri per il trasporto delle rendite baronali verso le città e per il viaggio della famiglia dei feudatari da Cagliari a Sanluri e viceversa, o quella similare che ricadeva sui vassalli di Villasor, costretti ad accompagnare il signore nei suoi spostamenti tra il mese di ottobre e marzo. Ogni comunità, inoltre, era tenuta a fornire al signore diversi regali come la gallina donata dagli sposati, l’agnello, il capretto e i formaggi dai pastori, il maialetto dai porcari.

