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Il marchesato di Laconi

Centro storico

Nel 1418 Alfonso V, re d’Aragona, incarica Giovanni de Sena di visitare tutte le ville, “castra e loca” del Regno di Sardegna per provvedere alla loro difesa e convincere i sudditi che si erano ribellati e schierati con Guglielmo III di Narbona a ritornare all’obbedienza regia. Poco tempo dopo lo stesso sovrano, per ricompensarlo della fedeltà dimostrata, gli concede in feudo secondo il “mos italiae” e con giurisdizione alta e bassa, le ville di Laconi, Genoni e Nuragus. Nel 1434 il figlio Antonio ottiene il privilegio di trasmettere il feudo in linea femminile, ma nel 1477  Laconi, insieme agli altri possedimenti dei de Sena, viene sequestrata a causa del tradimento del visconte Giovanni e devoluta al Fisco regio. Il primo febbraio 1479 Enrico Enriquez, zio di Ferdinando il Cattolico, acquista Laconi, insieme a tutto il patrimonio feudale dei de Sena che rivende un mese dopo per cinquantamila soldi valenzani a Perot e Ludovico di Castelvì. Il primo luglio 1495 Perot vende in libero e franco allodio al fratello Luigi la metà del viscontado di Sanluri di sua proprietà, le ville di Laconi, Nuragus e tutte le altre ville acquistate da Enrico Enriquez. Nel 1559 i Castelvì ottengono il titolo di conti di Laconi e nel 1605 quello di marchesi. Nell’agosto del 1723, estintasi la discendenza dei Castelvì con Giovanni Francesco, il Fisco regio considera il feudo devoluto, ma un anno dopo Maria Caterina Castelvì vedova Aymerich, discendente dal ramo dei Castelvì di Serrenti, riesce ad impossessarsi del feudo nonostante l’opposizione del Regio fisco. Nel 1735, in seguito alla causa istruita presso la Reale Intendenza, Maria Caterina di Castelvì ottiene il riconoscimento ufficiale del diritto alla successione del feudo di Laconi che però nel 1745 le viene contestato da Basilo Castelvì del ramo spagnolo della famiglia. Dopo la morte di Maria Caterina il marchesato di Laconi passa alla famiglia Aymerich che lo possiede sino al riscatto  avvenuto il 10 luglio 1839