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Il marchesato di Villasor

Casa forte

Il villaggio di Villasor faceva parte della curatoria di Gippi o di Parte Ippis che, dopo la sconfitta con i Catalano-Aragonesi, i Pisani ricevettero in feudo insieme alla contigua Trexenta. Il territorio, che dopo la guerra tra iberici e arborensi si spopolò, fu concesso nel 1414 a Giovanni Civiller in feudo more Italiae. Nel 1427 venne riconfermato alla figlia Aldonsa che lo portò in dote a Giacomo de Besora. Nel 1460 Aldonsa, rimasta vedova, fu costretta a vendere i suoi diritti sul feudo che furono però riscattati dal figlio Galcerando nel 1465, grazie ai liquidi provenienti dalla date della moglie Angela Bertran. Dopo la morte senza eredi di Galcerando si aprì una lunga contesa tra la vedova e sua sorella Isabella de Besora, moglie di Salvatore Alagon. La lite si concluse nel 1506 quando il territorio del Parte Ippis fu diviso fra Eusebio de Gerp che ebbe i villaggi di Villacidro e Serramanna e Giacomo Alagon al quale spettarono Villasor e il suo territorio. La risoluzione della controversia fu ratificata dall’imperatore Carlo V che nel 1537 concesse agli Alagon il titolo di conti di Villasor. Nel 1593 la contea si trasformò in marchesato e Villasor divenne la capitale di tutto il feudo al quale nel 1597 si erano aggiunti, attraverso intricate vicende ereditarie, i territori del Barigadu Susu, poi riconfermati a Ilarione Alagon nel 1621 e i due villaggi di Giave e Cossoine. Nel 1703 Artale Alagon rinunciò ai suoi feudi in favore della figlia Emanuela che aveva sposato Giuseppe De Silva. Fu proprio questa illustre famiglia iberica che ereditò il titolo alla morte di Emanuela, scomparsa a Vienna nel 1762. I suoi successori non riuscirono ad avere la conferma per i territori di Parte Barigadu Susu, nonostante l’esibizione di titoli comprovanti le precedenti conferme. Il feudo fu riscattato, insieme alla Trexenta e alle ville di Giave e Cossoine, nel 1841