Il viscontado di Sanluri
Nel 1427, Giovanni de Sena, discendente di una ricca famiglia feudale, acquista da Galcerando di Santa Pau il villaggio di Sanluri che entra così a far parte del suo ingente patrimonio costituito dalle ville di Asuni, Nurallao, Nureci, Abbasanta, Aidomaggiore, Laconi, Genoni, Nuragus, Isili, Decimomannu e Quartu. La florida situazione finanziaria della famiglia consente al figlio di Giovanni, Antonio, di partecipare a sue spese alle campagne napoletane del re d’Aragona Alfonso V che, per ricompensarlo della sua fedeltà, gli concede nel 1434 il privilegio di poter trasmettere in linea femminile i suoi feudi e nel 1436 il titolo di visconte di Sanluri. Nel 1477 il viscontado, a causa del tradimento del visconte Giovanni che si era schierato con il marchese di Oristano Leonardo Alagon contro il re d’Aragona, viene sequestrato dal Fisco regio e venduto il primo febbraio 1479 a Enrico Enriquez, zio di Ferdinando il Cattolico, con tutte le ville, castelli, pertinenze, giurisdizione civile e criminale alta e bassa, mero e misto imperio. Un mese dopo Enrico Enriquez lo rivende per cinquantamila soldi valenzani a Perot e Ludovico di Castelvì. Nel 1495 Perot vende la sua parte del viscontado, in libero e franco allodio, al fratello Luigi. Con testamento del 27 agosto 1504 Luigi lascia il feudo al nipote Pietro con l’obbligo di trasmetterle per “linea mascolina” ai suoi successori. che l’undici agosto 1507 ottiene dal re Ferdinando il Cattolico il diritto di fregiarsi del titolo di visconte di Sanluri e di trasmetterlo ai suoi successori. Estintosi nel 1723 con la morte di Giovanni Francesco il ramo principale dei Castelvì, il viscontado di Sanluri fu considerato devoluto al fisco regio. Nel 1724 Maria Caterina Castelvì Aymerich, del ramo dei Castelvì di Serrenti, dopo una lunga causa dimostra il suo diritto alla successione. Il feudo passa così alla famiglia Aymerich che lo possiede sino al momento del riscatto avvenuto nel 1838.

